Il patrimonio naturale
L'affioramento del gesso del Miocene che si sviluppa in un susseguirsi di spettacolari rupi, come la Riva di San Biagio e Monte Mauro, è formato da un minerale solubile e presenta importanti fenomeni carsici, con un vasto sistema di grotte, doline, inghiottitoi e risorgenti.
Il paesaggio vegetale è caldo e arido nei versanti a sud, dove le rocce vegetano rare piante specializzate, tra cui la rara felcetta persiana che ha qui l' unica stazione italiana; dove vi è un po' di suolo si trovano la gariga di elicriso, assenzio, lavanda o macchie di roverella con leccio, terebinto, alaterno.
Verso nord il clima è fresco e umido, con boschi di carpino nero e orniello, talvolta sostituiti da castagneti; nelle forre incassate vivono specie montane come bucaneve e borsolo e presso le grotte si trova la bella lingua cervina.
Tra i mammiferi da citare i pipistrelli, con importanti colonie, nelle grotte di rinolofo maggiore, vespertilio maggiore e di Monticelli, miniottero.
Gli uccelli presentano molte specie di rapaci diurni e notturni nidificanti, tra cui pecchiaiolo, albanella minore e gufo reale; interessante la presenza del passero solitario. La specie di rettili più interessante e il mediterraneo colubro di Riccioli; tra gli anfibi spiccano geotritone italico e ululone ventre giallo e, tra i pesci lasca e ghiozzo padano.
Il paesaggio storico
Il legame tra l' uomo e la Vena del Gesso è antico e variegato. In età preistorica le grotte (Tanaccia e Re Tiberio) furono utilizzate come ricovero e, in profondità, come luogo di culto del dio delle acque, il cui scroscio si udiva negli abissi.
Nel Medioevo sulla Vena sorsero insediamenti religiosi e militari, a Brisighella, Rontana, Monte Mauro, Sassatello, Rocchetta, Tossignano, Gesso.
Per costruilrli si fece uso di blocchi di gesso, così come per le case coloniche, per i borghi dei Crivellari, Borgo Rivola,Gesso e per i centri di Brisighella e Tossignano.
Più antico e diffuso è l' uso del gesso cotto, come testimonia una cronaca brisighellese del 1504:
" montagne di gesso, che cotto e pesto serve mirabilmente per fabbricar case"; per oltre cinque secoli i gessaroli hanno lavorato nelle cave di Tossignano, Brisighella e Borgo Rivola.
Nell' area della Vena hanno vissuto anche generazioni di contadini, sfruttando i boschi ed i castagneti e coltivando i terreni a monte delle rupi; creando un paesaggio vario, gradevolmente disegnato da macchie alternate a piccoli appezzamenti di pascoli, vigne, frutteti ed uliveti, favoriti dal microclima favorevole grazie alla Vena che li protegge dai venti del nord, come ben comprensero i monaci che dieci secoli fa ne avviarono la coltivazione insieme al castagno, come nel castagneto di Campiuno.

camminata di primavera