Proloco Tossignano

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Tossignano

Tossignano sorge nella Valle del Santerno, nei pressi della confluenza col Rio Mescola. , E' posto sulla dorsale rocciosa comunemente nota come "Vena del Gesso"
ad una altezza di 272 metri sul livello del mare a circa 17 Km da Imola.
I suoi 227 abitanti crescono in maniera esponenziale nel periodo estivo tanto da organizzare "La Festa del Villeggiante": una serie di iniziative che comprendono tutte le serate dei primi 20 giorni del mese di Agosto.

Negli anni Cinquanta a Tossignano ebbero luogo ritrovamenti archeologici interessanti, che furono il seguito dei primi scavi avvenuti nel secolo scorso e che avevano dato risultati apprezzabili. Le ultime ricerche hanno riportato alla luce alcune tombe di tipo villanoviano arcaico; esse furono poi trasferite al museo di Imola, assieme al numeroso materiale in esse ritrovato.

La Chiesa di Tossignano merita una visita, per la presenza di due pezzi interessanti: una Madonna col bambino di scuola bolognese e una Pietà in terracotta, che risale al quattrocento.

Il Centro visita è ospitato nel cinquecentesco Palazzo Baronale di Tossignano, situato proprio nel centro dell'antico borgo.
La splendida posizione panoramica nel cuore dell'affioramento, consente di dominare la Vena del Gesso e la vallata del Fiume Santerno.
Attualmente il centro è costituito da:
- un'esposizione permanente che fornisce un'introduzione ai principali aspetti naturali e storici della Valle del Santerno ed un'informazione più approfondita sulla Vena del Gesso romagnola;
- la collezione "V. Mita" costituita da una raccolta di strumenti legati alle tradizionali attività economiche e alla vita rurale del territorio;
- un laboratorio didattico attrezzato ed una biblioteca specializzata a disposizione di classi e e insegnanti per attività di studio e ricerca;
- un giardino e un percorso pedonale da cui è possibile connettersi direttamente alla rete dei sentieri escursionistici che attraversano gli affioramenti della Vena del Gesso

FALO’ DI SAN NICOLO’

Così come da secoli, anche quest’anno martedì 6 dicembre a Tossignano nei pressi della quercia scolpita, si svolgerà l'antico “Falò di San Nicolò”.
Nelle giornate che pre­cedono la festa i membri della Pro Loco di Tossignano con la collaborazione di paesani volonterosi si ritrovano indaffarati a raccogliere sterpi, ginepri, legna e potature per formare la grande catasta di legna che sarà accesa martedì 6 alle 19,30, quando i bambini provenienti dal paese accenderanno un im­menso rogo dagli evidenti significati simbolici che continuerà a bru­ciare per tutta la notte.
Tossignano, an­tico insediamento villanoviano noto fino dal VII secolo come un potente borgo fortificato (le prime tracce di vita comunitaria risalgono al IV secolo) , venne completamente distrutto durante la seconda guerra mondiale; uniche memorie il campanile del­la parrocchia e la cinquecentesca chiesa di San Girolamo.
Qui l'usanza del "Falò di San Nicolò" si perde nella notte dei tempi ed è legata alla figura di San Nicola di Bari protettore degli scolari (vescovo vissuto intorno al 270) la cui festa, per il profondo legame che il Santo ebbe con i fanciulli, viene considerata un gioioso anticipo del Natale soprattutto  in Europa Occidentale.
Verso la fine dell' Ottocento la festa assunse un carattere più scolasti­co e religioso infatti, la sera del 6 dicembre tutti gli scolari del paese si recavano nella chiesa di San Girolamo per la funzione religiosa e quindi uscendo professionalmente con i ceri accesi appiccavano fuo­co ad una grossa catasta di legno collocata al centro della piazza.
I bam­bini si rincorrevano festosi mentre le donne riempivano scaldini e scal­daletto con le braci del falò.
Cosi sarà anche quest'anno, con l'ag­giunta di un gustoso finale gastronomico, a base di polenta ben condita preparata dal Comitato Festa della Polenta, caldarroste e vin brulé ad opera della Pro loco di Tossignano.
Le magiche suggestioni della notte di San Nicolò rappresentano la con­clusione di una giornata da passare all'aperto, lontano dalla nebbia che assedia la pianura padana, lungo la valle del Santerno alla sco­perta della vena del gesso.
Un' area di grande interesse naturalistico e geologico, facente parte della formazione gessoso - solfiera che si estende dal Piemonte alla Sicilia, proprio attorno a Tossignano raggiunge dimensioni e caratteristiche veramente notevoli e da poco diventata “Parco della Vena del Gesso Romagnola” .
Esiste un sentiero (il G.C.R. 705 e varianti) che da Tossignano sale verso i borghi di Banzole e della Rocchetta costeggiando la vena del gesso: un iti­nerario ricco di suggestione che permette di ammirare in tutta la sua bellezza la vena che qui è caratterizzata oltre che dal panorama, da una rigo­gliosa vegetazione mediterranea composta da querce, carpini e frassini, che la rendono un ambiente straordinario anche dal punto di vista botanico.

Vi aspettiamo!

 

 

 

 

arcobaleno


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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