Il falò di San Nicolò
Così come da secoli, il 6 dicembre a Tossignano nei pressi della quercia scolpita, si svolgerà l'antico falò di San Nicolò.
Nelle giornate che precedono la festa i membri della Pro Loco di Tossignano con la collaborazione di paesani volonterosi si ritrovano indaffarati a raccogliere sterpi e ginepri per formare la grande catasta di legna che sarà accesa il giorno 6 alle 20,00 quando i bambini provenienti dal paese accenderanno un immenso rogo dagli evidenti significati simbolici che continuerà a bruciare per tutta la notte.
Qui l'usanza del "falò di San Nicolò" si perde nella notte dei tempi ed è legata alla figura di San Nicola di Bari protettore degli scolari (vescovo vissuto intorno al 270) la cui festa, per il profondo legame che il Santo ebbe con i fanciulli, viene considerata un gioioso anticipo del Natale soprattutto in Europa Occidentale.
Verso la fine dell' Ottocento la festa assunse un carattere più scolastico e religioso infatti, la sera del 6 dicembre tutti gli scolari del paese si recavano nella chiesa di San Girolamo per la funzione religiosa e quindi uscendo professionalmente con i ceri accesi appiccavano fuoco ad una grossa catasta di legno collocata al centro della piazza.
I bambini si rincorrevano festosi mentre le donne riempivano scaldini e scaldaletto con le braci del falò.
Da parecchi anni si è aggiuntoi un gustoso finale gastronomico a base di polenta ben condita, in distribuzione fin dalle ore 19,30 preparata dal Comitato Festa della Polenta, caldarroste e vin brulé ad opera della Pro loco di Tossignano.
Le magiche suggestioni della notte di San Nicolò rappresentano la conclusione di una giornata da passare all'aperto, lontano dalla nebbia che assedia la pianura padana, lungo la valle del Santerno alla scoperta della vena del gesso.
Claudio Suzzi

camminata di primavera